Visite mediche obbligatorie sul lavoro

Come funzionano e quando farle

13 Maggio 2026

Se gestisci un'azienda sai che la sorveglianza sanitaria dei tuoi dipendenti non è una pratica burocratica da sbrigare in fretta: è uno degli obblighi più delicati del Testo Unico sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008) e una delle voci più controllate durante le visite ispettive. La medicina del lavoro riguarda la salute concreta di chi lavora per te, e sbagliare tempistiche o documenti significa esporsi a sanzioni e contenziosi evitabili.

Ma come funzionano le visite mediche obbligatorie, chi le fa e chi le nomina, quando vanno programmate e come si incastrano con la formazione dei lavoratori? 

Cosa prevede la legge sulla sorveglianza sanitaria in azienda

La normativa di riferimento è il D.Lgs 81/2008 (noto come Testo Unico sulla sicurezza) che all'articolo 41 disciplina la sorveglianza sanitaria: l'insieme di accertamenti medici che il datore di lavoro è obbligato a garantire ai dipendenti esposti a rischi specifici. Agenti chimici, rumore, vibrazioni, movimentazione manuale dei carichi, uso di videoterminali, lavoro notturno: quando la valutazione dei rischi aziendale (il DVR) identifica una mansione esposta, scattano le visite.

Senza rischi specifici le visite non sono dovute, ma è la valutazione a stabilirlo, non la discrezionalità del datore. In pratica, quasi tutte le aziende con dipendenti hanno almeno alcune figure da sottoporre a controllo sanitario periodico.

Le figure coinvolte: medico competente, RSPP, RLS e datore di lavoro

Nell'organizzazione della sicurezza aziendale lavorano quattro figure con compiti complementari.

  • Il datore di lavoro è il primo responsabile: redige il DVR, nomina le altre figure e garantisce le risorse per la prevenzione.
  • Il medico competente è un medico specialista in medicina del lavoro (o con i titoli previsti dall'articolo 38 del D.Lgs 81/2008) incaricato dall'azienda. Non è il medico di base dei dipendenti: collabora con te alla valutazione dei rischi, effettua le visite, rilascia i giudizi di idoneità e gestisce la cartella sanitaria di ciascun lavoratore. La sua nomina è obbligatoria ogni volta che il DVR prevede sorveglianza sanitaria.
  • L'RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) coordina le attività di prevenzione. Può essere interno (un dipendente formato e nominato) oppure esterno, cioè un consulente incaricato. Le micro e piccole imprese scelgono quasi sempre l'RSPP esterno per avere competenze aggiornate senza dover formare personale dedicato.
  • L'RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) è eletto direttamente dai dipendenti: porta la loro voce nelle decisioni di sicurezza, partecipa alla riunione periodica annuale e può segnalare criticità.

Quando si fanno le visite mediche obbligatorie

Le visite mediche sul lavoro previste dall'articolo 41 si articolano in sei tipologie. Non tutte si applicano a ogni azienda, ma è utile conoscerle per non farsi trovare impreparati.

visita del medico del lavoro in ufficio

  • Visita preassuntiva, effettuata prima dell'assunzione o all'inizio del contratto per verificare l'idoneità alla mansione specifica.
  • Visita periodica, che si ripete con cadenza fissata dal medico competente: di norma ogni anno per mansioni a rischio elevato, ogni due anni per le altre.
  • Visita su richiesta del lavoratore, quando chi si sente esposto a un rischio specifico la motiva in modo circostanziato.
  • Visita al cambio mansione, obbligatoria quando un dipendente passa a un'attività con rischi diversi.
  • Visita alla cessazione del rapporto, prevista per alcune esposizioni specifiche come quella ad agenti cancerogeni.
  • Visita di rientro dopo un'assenza per malattia superiore a sessanta giorni continuativi.
visita del medico del lavoro in ufficio

Rispettare la frequenza corretta è decisivo: una scadenza saltata è una delle contestazioni più frequenti durante una visita ispettiva ATS o INAIL.

Come si svolge la visita dal medico competente e cosa aspettarsi

Una visita dal medico competente (o medico del lavoro) segue sempre lo stesso schema. Il medico raccoglie l'anamnesi del lavoratore (storia clinica, abitudini, esposizioni precedenti), effettua la visita vera e propria ed eventualmente dispone accertamenti integrativi in base ai rischi della mansione: audiometria per chi lavora con rumore, spirometria per chi respira polveri, esami del sangue per esposti a sostanze chimiche, visita oculistica per chi usa videoterminali.

Al termine rilascia un giudizio di idoneità: idoneo, idoneo con prescrizioni o limitazioni, temporaneamente non idoneo, non idoneo. Il giudizio viene consegnato al lavoratore e al datore di lavoro. La cartella sanitaria di rischio resta invece custodita dal medico e accessibile solo al lavoratore interessato o, in casi specifici, alle autorità sanitarie: una tutela della privacy che spesso rassicura entrambe le parti.

Formazione e sorveglianza sanitaria: due obblighi che viaggiano insieme

Sorveglianza sanitaria e formazione obbligatoria sono due facce dello stesso obbligo: entrambe nascono dalla stessa valutazione dei rischi, entrambe hanno scadenze precise, entrambe sono tra i primi controlli in caso di ispezione. Avere il medico competente in regola e trascurare la formazione (o viceversa) significa costruire un sistema di sicurezza zoppo.

I corsi più ricorrenti sono quattro: la formazione generale e specifica dei lavoratori (da 4 a 16 ore secondo il rischio ATECO), il corso per RSPP datore di lavoro (16, 32 o 48 ore in base al settore), il corso per RLS (32 ore più aggiornamenti annuali), i corsi per l'uso di attrezzature come carrelli elevatoripiattaforme aereegru.

Un solo interlocutore per medico competente e formazione obbligatoria

Tra sorveglianza sanitaria, formazione dei lavoratori e adempimenti documentali, la sicurezza sul lavoro è un ingranaggio che non ammette pezzi mancanti. Chi cerca di coordinare più fornitori diversi (uno per il medico, uno per i corsi, uno per il DVR) rischia buchi di comunicazione e scadenze saltate proprio dove non può permetterseli.

A&P Consulting affianca da oltre vent'anni le aziende di Mantova, Brescia e Verona come unico interlocutore per medico competente, formazione obbligatoria, valutazione dei rischi e gestione ambientale. Se vuoi capire quali adempimenti si applicano alla tua azienda e come metterti in regola senza stress, contattaci!

Domande frequenti dei clienti

Ecco le domande più comuni che riceviamo dai nostri clienti.

  • Ogni quanto vanno fatte le visite mediche sul lavoro? La periodicità la stabilisce il medico competente sulla base della valutazione dei rischi. Per la maggior parte delle mansioni è biennale, ma scende a un anno (o anche meno) per le esposizioni a rischio elevato: agenti cancerogeni, mutageni, amianto, movimentazione manuale dei carichi pesanti, lavoro notturno continuativo. In alcuni casi specifici, come il lavoro in ambienti confinati o in altezza, la frequenza può essere inferiore. Fa fede sempre il protocollo sanitario aziendale firmato dal medico.
  • Da chi viene nominato il medico competente in azienda? Il medico competente viene nominato dal datore di lavoro con atto scritto, ogni volta che la valutazione dei rischi prevede sorveglianza sanitaria. La scelta può ricadere su un libero professionista, su un dipendente di un servizio pubblico convenzionato o su un medico collaboratore di una struttura accreditata come A&P Consulting. La nomina va formalizzata e sottoscritta dal medico stesso, con accettazione dell'incarico. Revoche e sostituzioni seguono le stesse formalità.
  • Le visite mediche sono obbligatorie per tutti i dipendenti? No, non per tutti. Sono obbligatorie solo per i dipendenti esposti ai rischi specifici individuati dal DVR. In pratica, però, basta l'uso di un videoterminale per oltre 20 ore settimanali, la movimentazione di carichi, il lavoro notturno o l'esposizione al rumore per far scattare l'obbligo. Nella maggior parte delle aziende almeno una parte del personale è soggetta a sorveglianza sanitaria: solo il medico competente può stabilirlo con certezza dopo aver analizzato il DVR.
  • Cosa succede se un lavoratore risulta non idoneo alla mansione? Se il medico emette un giudizio di non idoneità o di idoneità con limitazioni, il datore di lavoro ha l'obbligo di adibire il lavoratore a mansioni compatibili con il suo stato di salute, se possibile nell'organizzazione aziendale. Il licenziamento per sopravvenuta inidoneità è ammesso solo quando non esistono mansioni alternative. Il lavoratore può impugnare il giudizio davanti all'organo di vigilanza territoriale (ATS/ASL) entro 30 giorni dalla comunicazione.
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